Grazia.it: Blogger We Want You!

My beloved English Readers, I beg your pardon: this post is written only in Italian (well, for now! So, enjoy the other posts on the blog while I take the time to translate this one!). 

Come tanti altri Bloggers prima di me, visitando il sito di Grazia.it, ho scoperto l'iniziativa "Blogger We Want You!" e mi è sembrata una cosa così divertente e stimolante che... eccomi qui a scriverne; soprattutto perchè, come tante altre lettrici, sfogliando le pagine di Grazia mi capita spesso di trovare ispiranti gli articoli di sezioni come quella dedicata allo Street Style, o alle Tendenze-Lifestyle.
E così...

*

A volte ci ripenso e mi viene da ridere.
Non è per il fatto di avere un blog; no, ne ho sempre avuto uno (cambiandolo piuttosto spesso, se devo essere sincera, seguendo i miei impulsi un pò gitani), e tanta voglia di raccontare le mie passioni, ed attraverso di esse il mio punto di vista sul mondo, le mie idee. 
Il fatto è che per una lunga, lunghissima parte della mia vita mi sono sempre dichiarata con assoluta certezza nemica della moda, e di tutte quelle tendenze che tante persone intorno a me si affrettavano a seguire ciecamente, con una fede che mi irritava tanto quanto... l'essere costretta a provare un vestitino frou-frou quando ero piccola. Non era il mio mondo, ecco. Io non sono mai stata fashion! Non sono mai stata una di quelle persone perfette fisicamente, o inclini a trascorrere ore cercando l'Abito, il trucco indimenticabile; non sono mai stata la persona che si siede nella vetrina del bar più glamour della città per essere vista. E, soprattutto, non avrei mai pensato di scrivere di questo!
Io sono piuttosto l'eterna outsider. Quella abituata a sentirsi straniera in terra straniera. 
Ma, vedete, il problema in tutta questa faccenda è che c'è un equivoco di fondo. 
Ed è l'equivoco che cambia le carte in tavola, che segna la differenza tra la banalità e il colpo di genio. L'equivoco che rende differente Monna Lisa dalla miserabile stampa che la mia padrona di casa ha appeso in corridoio per coprire un buco sbagliato.
L'Equivoco, ecco, con la e maiuscola. 
Era l'Equivoco che mi faceva storcere il naso davanti alle trecento ragazzine vestite tutte uguali nel cortile della mia scuola. Stessi pantaloni stretti nello stesso modo, stessa giacca troppo tirata, stessi capelli. Il loro Equivoco, e la mia incapacità temporanea di vedere oltre.
L'Equivoco è la banalità. Quella cosaccia cattiva (sbagliata, sbagliatissima!) che ci fa credere che una moda, che una tendenza siano qualcosa da abbracciare, qualcosa da usare per rivestirsi senza personalità, senza personalizzare.
E così si finisce in bar sovraffollati con caffè a prezzi terrificanti, e solo perchè qualcuno, qualcuno che forse non identificheremo mai (e che non ci darà mai la gioia di esclamare tirandogli un pomodoro: "Tu! Maledetto!") ha detto che quel posto è  "il posto".
Io non credo nel seguire le tendenze; credo nel personalizzarle. Credo nelle cose nuove, nelle cose uniche che misconosciuti personaggi che si incontrano per strada indossano casualmente; credo nella scoperta di nuovi cibi, di nuovi posti, di nuovi modi di vivere. Credo che la signora con i bigodini in testa alla fermata della Metro sia fashion perchè se ne frega delle occhiate degli altri, e poi indossa quei bigodini bene tanto quanto una nobile testa ad Ascot un cappellino elaborato; mentre altre perfette cotonature... cosa hanno da dire? Dov'è il loro carattere? Amo una donna formosa che posa come modella tanto quanto una esile, se hanno qualcosa da raccontare e sono loro che vestono gli abiti che indossano, e non gli abiti a vestire loro.
Amo scoprire il migliore posto per mangiare fish and chips, economico e saporito, e sedermi sul marciapiede divorando le patatine dal cartoccio; perchè con me vince il sapore, non lo scintillio del piatto. E questo è glamour!
Vivo in una delle città più open minded del mondo, Londra, e non ho intenzione di perdermi niente per sposare la tesi di chi non vuole brillare e preferisce nascondersi dietro l'immagine di un altro.

Alla fine ho scoperto che la moda, il makeup, la ricerca delle novità... mi piacciono! Ed hanno un valore quando c'è del coraggio dietro. Il coraggio di essere diversi. Il coraggio di inventare. Il coraggio di essere il primo a cambiare in un mondo che va tutto nella stessa direzione.
Credo nella bellezza imperfetta, nell'esplorazione delle differenze, nelle dissonanze. 
E questo è proprio il motivo per il quale sto scrivendo queste parole!



2 commenti:

  1. Sono arrivata sul tuo blog proprio grazie a Grazia.it (che giro di parola ihih). Complimenti per il blog e per la tua esperienza all'estero! :)
    Ti seguo :)

    http://pensierinviaggioo.blogspot.it

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